CBD per l'Epilessia nel Cane: I Risultati dello Studio dell'Università del Colorado
Quando un cane ha una crisi epilettica, l'esperienza è terrificante per i proprietari. Le convulsioni, la perdita di coscienza, la confusione dopo — e poi la paura di quando accadrà la prossima volta. Per i cani con epilessia idiopatica che non risponde adeguatamente ai farmaci standard, la ricerca di opzioni aggiuntive è urgente e profondamente personale.
Ecco perché la sperimentazione clinica condotta presso l'Università del Colorado (CSU) dalla Dr. Stephanie McGrath e dal suo team ha generato un interesse così significativo nel mondo veterinario. Pubblicata nel 2019, è diventata il primo trial controllato randomizzato a valutare il CBD come terapia aggiuntiva per l'epilessia canina resistente ai farmaci — e i risultati sono stati notevoli.
Contesto: Epilessia Canina e Sfide Terapeutiche
L'epilessia idiopatica (EI) è il disturbo neurologico più comune nei cani, che colpisce circa lo 0,5–5,7% della popolazione canina. È caratterizzata da crisi ricorrenti senza una lesione cerebrale strutturale identificabile. La causa è genetica in molte razze, con predisposizioni documentate in Border Collie, Labrador Retriever, Pastori Belgi e altri.
I farmaci antiepilessici (AED) standard nella medicina veterinaria includono fenobarbitale, bromuro di potassio, levetiracetam e zonisamide. Tuttavia, circa il 30% dei cani con epilessia è considerato resistente ai farmaci — il che significa che la frequenza delle crisi non è adeguatamente controllata nemmeno con livelli terapeutici di farmaco. Questi cani sono candidati per terapie aggiuntive.
Il Trial McGrath et al. (2019) dell'Università del Colorado
Lo studio ha arruolato 26 cani con epilessia idiopatica resistente ai farmaci confermata. Tutti i cani sono stati mantenuti sui loro regimi AED esistenti. I cani sono stati randomizzati per ricevere:
- Olio di CBD a 2,5 mg/kg due volte al giorno per 12 settimane, oppure
- Un olio placebo abbinato per 12 settimane
Questo era un design in doppio cieco, controllato con placebo, a crossover — lo standard d'oro per la ricerca clinica. I risultati chiave pubblicati sul Journal of the American Veterinary Medical Association:
- L'89% dei cani trattati con CBD ha mostrato una riduzione della frequenza delle crisi rispetto al loro baseline
- La riduzione mediana della frequenza delle crisi nel gruppo CBD è stata di 33%
- È stata trovata una correlazione statisticamente significativa tra la concentrazione plasmatica di CBD e la riduzione delle crisi — livelli ematici più elevati di CBD erano associati a una maggiore riduzione delle crisi
- Nessun evento avverso grave è stato attribuito al CBD
- Elevazioni nel fosfatasi alcalina sierica (ALP) sono state osservate in alcuni cani trattati con CBD — coerenti con i risultati del trial sull'osteoartrosi di Gamble et al. (2018)
Lo studio completo è disponibile su: PubMed PMID: 31067185
Cosa Significa lo Studio nella Pratica

Una riduzione mediana del 33% nelle crisi è clinicamente significativa per un cane che in precedenza aveva sperimentato frequenti crisi nonostante la medicazione. Sebbene questo non sia una cura e il trial non abbia raggiunto la significatività statistica su tutti gli endpoint (in parte a causa della piccola dimensione del campione), i risultati direzionali erano fortemente positivi.
La Dr. McGrath ha successivamente invitato a trial di follow-up più ampi e continua ad essere una delle voci più importanti nella ricerca veterinaria sul CBD. Il suo lavoro è supportato dalla Fondazione per la Salute Canina dell'AKC, che finanzia studi in corso sulle applicazioni neurologiche del CBD nei cani.
I ricercatori hanno sottolineato che il CBD sembrava agire come una vera terapia aggiuntiva — aggiungendo benefici oltre ai farmaci AED esistenti, non al loro posto. I cani che hanno risposto più fortemente sono stati quelli con concentrazioni plasmatiche di CBD più elevate, evidenziando l'importanza di utilizzare prodotti con contenuto di CBD noto e coerente.
Capire Perché il CBD Può Influire sulle Crisi
Il meccanismo anticonvulsivante del CBD non è ancora completamente compreso, ma sono stati proposti diversi percorsi:
Modulazione dell'eccitabilità neuronale
Il CBD è stato dimostrato modulare i canali del sodio e del calcio dipendenti dal voltaggio, che svolgono ruoli nella generazione del potenziale d'azione e nell'attivazione neuronale. Stabilizzando questi canali, il CBD può ridurre le scariche neuronali sincronizzate anomale che caratterizzano una crisi.
Antagonismo del recettore GPR55
Il CBD agisce come antagonista nei recettori GPR55, che quando attivati possono aumentare l'eccitabilità neuronale. Bloccare questo percorso può avere un effetto calmante netto sui circuiti neurali ipereccitabili.
Inibizione della ricaptazione dell'adenosina
Il CBD inibisce la ricaptazione dell'adenosina, un neuromodulatore inibitorio naturale. Livelli più elevati di adenosina nelle fessure sinaptiche possono ridurre l'attivazione neuronale e aiutare a sopprimere l'attività della crisi.
Considerazioni Importanti per i Cani Epilettici in Terapia con AED
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