Quando castrare un cucciolo: cosa raccomandano oggi i veterinari
Pochi argomenti nella medicina veterinaria generano più dibattito tra i proprietari di cani in tutta Europa della questione di quando — o se — castrare un cucciolo maschio. Nel Regno Unito, in Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi e oltre, i veterinari si stanno allontanando sempre più dai consigli generalizzati per orientarsi verso raccomandazioni sfumate e specifiche per razza, basate su un corpus di ricerche in continua espansione sugli effetti a lungo termine della castrazione nelle diverse fasi della vita. Questa guida riassume ciò che sappiamo attualmente, così da poter affrontare un confronto informato con il vostro veterinario.
Che cos'è la castrazione? Orchiectomia contro vasectomia
Castrare un cane maschio si riferisce più comunemente all'orchiectomia chirurgica: la rimozione di entrambi i testicoli in anestesia generale. Questo elimina in modo permanente la produzione di testosterone e di spermatozoi, rendendo il cane sterile e alterato dal punto di vista ormonale per tutta la vita. Un'alternativa, la vasectomia, consiste nel tagliare i dotti deferenti (condotti spermatici) anziché rimuovere i testicoli, rendendo il cane sterile ma preservando la produzione di testosterone. La vasectomia rimane molto meno comune in Europa, anche se l'interesse è in crescita con l'aumentare della comprensione del ruolo del testosterone nello sviluppo.
La castrazione chimica — un impianto reversibile (deslorelina acetato, commercializzato come Suprelorin) che sopprime la produzione di testosterone per sei-dodici mesi — è ampiamente disponibile in tutta Europa e offre un modo utile per sperimentare gli effetti della castrazione prima di ricorrere alla chirurgia.
L'approccio tradizionale: sei mesi
Per decenni, sei mesi è stata l'età standard per la castrazione in Europa e Nord America. Questa raccomandazione si basava principalmente sul desiderio di sterilizzare prima del primo ciclo riproduttivo nelle femmine (meno rilevante per i maschi), prima che i maschi iniziassero a marcare il territorio e a mostrare comportamenti sessuali indesiderati, e a un'età in cui il rischio anestesiologico era considerato gestibile. Non era basata su uno studio approfondito delle conseguenze a lungo termine della rimozione del testosterone nelle diverse fasi dello sviluppo.
Cosa ci dice oggi la ricerca

Una serie di studi — in particolare quelli dell'Università della California, Davis — hanno dimostrato associazioni significative tra la castrazione precoce (prima dei dodici mesi) e un aumento del rischio di alcune patologie articolari e tumori in razze specifiche. I risultati principali comprendono:
- Golden Retriever: i maschi castrati prima dei dodici mesi hanno mostrato tassi di rottura del legamento crociato craniale e di displasia dell'anca da tre a quattro volte superiori rispetto ai maschi interi. Nei cani castrati precocemente è stato osservato anche un aumento del rischio di alcuni tumori (emangiosarcoma, mastocitomi).
- Labrador Retriever: un aumento più contenuto ma misurabile delle patologie articolari nei maschi castrati prima dei sei mesi rispetto a una castrazione più tardiva.
- Pastori Tedeschi: aumento del rischio di patologie articolari nei maschi castrati prima dei dodici mesi.
- Razze di piccola taglia (Chihuahua, Yorkshire Terrier, ecc.): nessun aumento rilevabile, o comunque minimo, dei rischi per la salute associati alla castrazione precoce. L'influenza ormonale sullo sviluppo muscoloscheletrico sembra meno significativa nelle razze di piccola taglia.
Il meccanismo coinvolge il ruolo del testosterone nella chiusura delle cartilagini di accrescimento — le zone cartilaginee alle estremità delle ossa lunghe che determinano la lunghezza finale dell'osso. La castrazione precoce consente alle cartilagini di accrescimento di rimanere aperte più a lungo, portando a ossa degli arti leggermente più lunghe e ad angoli articolari alterati che aumentano lo stress meccanico. Questa è l'ipotesi principale per l'aumento osservato dei problemi ortopedici nelle razze di taglia grande castrate precocemente.
Raccomandazioni veterinarie attuali per taglia di razza
Razze di piccola taglia (peso adulto inferiore a 10 kg)
La castrazione tradizionale a sei mesi resta in linea generale accettabile per le razze di piccola taglia. Le evidenze di danno da castrazione precoce sono più deboli in questo gruppo. I benefici della castrazione precoce — eliminazione del rischio di tumore testicolare, riduzione del rischio di patologie prostatiche in età avanzata, prevenzione di cucciolate indesiderate — rimangono rilevanti. Molti veterinari in Europa raccomandano ancora i sei-nove mesi per le razze di piccola taglia.
Razze di taglia media (peso adulto 10–25 kg)
Le evidenze sono contrastanti. La migliore pratica attuale suggerisce di attendere fino ai dodici-diciotto mesi — dopo la chiusura delle cartilagini di accrescimento — in particolare se esiste una familiarità per problemi articolari o se il cane mostra già segni di crescita rapida. Le linee guida della PDSA sulla castrazione riconoscono che la base di evidenze è in evoluzione e raccomandano un confronto individualizzato con il proprio veterinario.
Razze di taglia grande e gigante (peso adulto superiore a 25 kg)
Qui si applicano le evidenze più solide a favore della castrazione ritardata. La maggior parte dei veterinari informati nel Regno Unito, in Germania e nei Paesi Bassi raccomanda ora di attendere fino ai diciotto-ventiquattro mesi per razze di taglia grande come Golden Retriever, Labrador Retriever, Pastore Tedesco, Rottweiler e cani simili. Questo permette al testosterone di svolgere il proprio ruolo nello sviluppo muscoloscheletrico fino alla maturità scheletrica. L'Agenzia Europea per i Medicinali fornisce la supervisione regolatoria dell'impianto per la castrazione chimica, un'utile opzione intermedia per i proprietari che desiderano gestire la riproduzione in attesa della castrazione chirurgica.
Benefici della castrazione (a qualsiasi età)
- Elimina il tumore testicolare: i tumori testicolari sono tra i tumori più comuni nei cani maschi interi anziani. La castrazione elimina completamente questo rischio.
- Riduce l'iperplasia prostatica benigna (IPB): l'ingrossamento della prostata, che causa difficoltà nella defecazione e nella minzione, interessa la maggioranza dei cani maschi interi di età superiore agli otto anni. La castrazione provoca la regressione della prostata.
- Riduce il rischio di adenoma periuretrale: i tumori androgeno-dipendenti attorno all'ano sono significativamente più comuni nei maschi interi.
- Controllo della popolazione: previene cucciolate indesiderate e riduce il carico sulle organizzazioni di soccorso in tutta Europa.
- Può ridurre il vagabondaggio e la marcatura con l'urina: il testosterone guida i comportamenti territoriali. La castrazione riduce, ma non sempre elimina, questi comportamenti, in particolare se avviene dopo che i comportamenti si sono consolidati.
Rischi e considerazioni sulla castrazione
- Aumento del rischio di problemi ortopedici nelle razze di taglia grande se castrate precocemente (come discusso sopra)
- Possibile aumento del rischio di alcuni tumori in razze specifiche (la ricerca attuale è in corso)
- Cambiamenti metabolici: i cani castrati hanno un metabolismo più lento e una maggiore tendenza ad aumentare di peso, gestibile con un adeguato adattamento dell'alimentazione. Le linee guida nutrizionali FEDIAF segnalano che i cani castrati hanno un fabbisogno energetico ridotto di circa il 20–30% rispetto ai cani interi di pari peso.
- Incontinenza urinaria: poco comune nei maschi rispetto alle femmine sterilizzate, ma occasionalmente osservata nei maschi di taglia grande castrati in giovane età
- Cambiamenti del pelo: alcune razze, in particolare quelle a doppio pelo (Retriever, Spaniel), possono sviluppare cambiamenti nella texture del mantello dopo la castrazione
La prova con la castrazione chimica: un'utile via di mezzo
Se non siete sicuri se castrare il vostro cane — o volete vedere come risponde a una riduzione del testosterone prima di ricorrere a un intervento irreversibile — l'impianto di deslorelina (Suprelorin) offre un eccellente periodo di prova. Viene inserito per via sottocutanea (sotto la pelle) e rilascia un ormone che sopprime la produzione di testosterone per circa sei-dodici mesi. In questo periodo i cambiamenti comportamentali e gli effetti fisiologici rispecchiano quelli della castrazione. Se i risultati sono positivi — riduzione del vagabondaggio, della marcatura o dei comportamenti sessuali — si può procedere con fiducia alla castrazione chirurgica. L'impianto è disponibile presso i veterinari nel Regno Unito, in Spagna, Germania, Francia, Paesi Bassi, Belgio e Portogallo.
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L'orchiectomia chirurgica è una procedura semplice con un recupero rapido nei cani giovani e sani. La maggior parte dei cani è attiva entro 24–48 ore e richiede solo sette-dieci giorni di riposo dall'esercizio fisico intenso. Un collare elisabettiano (cono) impedisce di leccare la sede dell'incisione. Le complicanze post-operatorie più comuni sono minori: irritazione della sede dell'incisione, letargia temporanea e occasionale nausea dovuta all'anestetico. Le complicanze gravi sono rare.
L'adattamento dell'alimentazione dopo la castrazione è importante: riducete l'apporto calorico di circa il 20% entro i primi tre-sei mesi per prevenire l'aumento di peso che è comune dopo la castrazione. Molti produttori di alimenti premium per animali realizzano formulazioni specifiche "neutered" o "light", calibrate sul minor fabbisogno energetico dei cani castrati.
Punti chiave
- I tempi della castrazione dovrebbero essere specifici per razza, non basati su una regola generalizzata dei sei mesi
- Le razze di taglia grande (oltre 25 kg) traggono beneficio dall'attendere fino ai diciotto-ventiquattro mesi per consentire la chiusura delle cartilagini di accrescimento
- Nelle razze di piccola taglia ci sono poche evidenze di danno derivante da una castrazione precoce a sei-nove mesi
- La castrazione chimica (impianto Suprelorin) offre un'opzione di prova reversibile disponibile in tutta Europa
- La castrazione elimina il tumore testicolare e riduce drasticamente il rischio di patologie prostatiche
- Adattate l'alimentazione dopo la castrazione per tenere conto di un fabbisogno energetico ridotto di circa il 20–30%
