Comprendere l'Epilessia nei Cani
L'epilessia è la condizione neurologica più comune nei cani, colpendo circa l'uno o due percento della popolazione canina in tutta Europa. È caratterizzata da crisi ricorrenti — episodi di attività elettrica anormale nel cervello che causano disturbi temporanei nel movimento, comportamento, sensazione o coscienza. Assistere a una crisi per la prima volta è un'esperienza profondamente angosciante per la maggior parte dei proprietari, ma comprendere cosa sta accadendo e cosa fare può fare una differenza significativa sull'esito per il cane e sul benessere della persona che lo assiste.
L'epilessia idiopatica è la forma più comune, il che significa che non è possibile identificare alcuna malattia cerebrale strutturale sottostante o causa metabolica — la tendenza alle crisi sembra derivare da una predisposizione genetica all'attività neuronale anormale. È la diagnosi data quando altre cause sono state escluse e il cane è altrimenti sano tra gli episodi.
Tipi di Crisi

Le crisi nei cani possono assumere diverse forme. Le crisi tonico-cloniche generalizzate — il tipo più comunemente associato all'epilessia nell'immaginazione collettiva — comportano perdita di coscienza, rigidità muscolare (fase tonica), seguita da contrazioni muscolari ritmiche (fase clonica), spesso con movimento a pagaia degli arti, digrignamento delle mascelle, salivazione eccessiva e perdita del controllo della vescica o dell'intestino. Sono allarmanti da osservare ma solitamente autolimitanti, terminando entro uno o due minuti.
Le crisi focali comportano attività anormale in una sola parte del cervello e possono causare segni più sottili: spasmi facciali, movimento ritmico di un arto, deglutizione ripetuta o leccare le labbra, uno sguardo fisso vitreo, o improvvisi cambiamenti comportamentali come aggressione non provocata o allucinazione apparente. Le crisi focali possono generalizzarsi — iniziando con segni focali e progredendo a un episodio tonico-clonico completo. Le assenze, caratterizzate da un breve periodo di incoscienza, sono meno comunemente riconosciute nei cani che negli umani.
Razze con Predisposizione Maggiore
L'epilessia idiopatica ha una componente ereditaria forte in molte razze. I Pastori Tedeschi, i Malinois Belgi, i Border Collie, i Labrador Retriever, i Golden Retriever e i Beagle sono tra le razze più frequentemente colpite in Europa. Nei Pastori Tedeschi e nei Malinois Belgi, la condizione è ben documentata e la ricerca genetica in corso mira a identificare i geni specifici responsabili, con la speranza di ridurre la prevalenza attraverso l'allevamento responsabile. La FECAVA e i comitati sanitari delle razze in diversi paesi europei hanno supportato iniziative per raccogliere dati sanitari sulle razze colpite.
Cosa Fare Durante una Crisi

Sapere come rispondere in modo calmo e appropriato durante una crisi è una delle cose più importanti che il proprietario di un cane epilettico può imparare. Mantieni la calma il più possibile e non tentare di trattenere il cane o mettere nulla in bocca — un cane non può inghiottire la lingua durante una crisi, e la contenzione può causare lesioni sia al cane che al proprietario. Libera l'area da mobili o oggetti contro cui il cane potrebbe ferirsi.
Cronometra la crisi dal momento in cui inizia. Una crisi che dura più di cinque minuti, o due o più crisi che si verificano entro un periodo di 24 ore senza piena ripresa tra loro, costituisce un'emergenza medica nota come stato epilettico. Ciò richiede attenzione veterinaria immediata, poiché l'attività convulsiva prolungata può causare danni cerebrali, pericoloso surriscaldamento e insufficienza respiratoria. Se al tuo cane è stato prescritto diazepam di emergenza per la somministrazione rettale o buccale, questo è il momento di usarlo mentre organizzi il trasporto urgente dal veterinario.
Dopo la fine di una crisi, il tuo cane entrerà probabilmente nella fase post-ictale — un periodo di confusione, disorientamento, irrequietezza, cecità temporanea o sete e fame eccessiva che dura da minuti a ore. Stai con il tuo cane, parla in modo tranquillo e rassicurante, e mantieni l'ambiente calmo. La maggior parte dei cani si riprendono completamente dalla fase post-ictale, anche se può essere prolungata.
Registra ogni crisi in un diario — data, ora, durata, descrizione dell'episodio e cosa stava facendo il cane prima. Questo diario delle crisi è uno strumento prezioso per il tuo veterinario nel regolare il trattamento.
Diagnosi
Una diagnosi di epilessia idiopatica richiede l'esclusione di altre cause di crisi. Il tuo veterinario prenderà una storia dettagliata e eseguirà un esame fisico e neurologico. Gli esami del sangue e l'urinalisi vengono eseguiti per escludere cause metaboliche di crisi, inclusa ipoglicemia, malattia epatica, squilibri elettrolitici ed esposizione a tossine. Se si sospetta una lesione cerebrale strutturale — basata sull'età del cane, sulla razza, sul tipo di crisi o su anormalità neurologiche riscontrate durante l'esame — può essere consigliata la risonanza magnetica del cervello e l'analisi del liquido cerebrospinale. Queste indagini sono tipicamente eseguite presso un centro di neurologia veterinaria specializzato.
L'International Veterinary Epilepsy Task Force ha pubblicato linee guida di consenso ampiamente utilizzate dai neurologi veterinari europei nella classificazione e nella gestione dell'epilessia canina.
Medicamenti e Gestione a Lungo Termine
Non ogni cane con epilessia richiede medicamenti per tutta la vita. Il trattamento è generalmente consigliato quando le crisi si verificano più frequentemente di una volta al mese, quando si verificano cluster di crisi, quando la fase post-ictale è prolungata e grave, o quando c'è un aumento progressivo della frequenza o della gravità delle crisi.
Il fenobarbital è il medicamento di prima linea più comunemente usato per l'epilessia canina in Europa. È altamente efficace in circa il 60-80 percento dei cani ed è relativamente conveniente. Viene somministrato per via orale due volte al giorno e richiede il monitoraggio dei livelli nel sangue e della funzione epatica ogni sei mesi, poiché l'uso a lungo termine può influire gli enzimi epatici. Il bromuro di potassio è un altro
