Che cos'è l'ipertiroidismo nel gatto?
L'ipertiroidismo è causato dall'eccessiva produzione di ormoni tiroidei, principalmente tiroxina (T4) e triiodotironina (T3), da parte di una ghiandola tiroidea ingrossata. È il disturbo endocrino più comune nei gatti anziani e si stima che interessi un gatto su dieci di età superiore ai dieci anni nel Regno Unito. Nonostante la sua diffusione, la causa di fondo rimane poco chiara, anche se si ritiene che fattori alimentari, esposizioni ambientali (compresi alcuni prodotti chimici presenti nelle scatolette di cibo per gatti e i ritardanti di fiamma di tappeti e mobili) e la predisposizione genetica svolgano tutti un ruolo.
In circa il 70% dei casi sono interessati entrambi i lobi tiroidei — una condizione nota come adenoma tiroideo bilaterale. Nei casi restanti solo un lobo è alterato (malattia unilaterale). Il carcinoma tiroideo — una forma maligna — rappresenta meno del 2% dei casi di ipertiroidismo felino, il che rende questa condizione prevalentemente benigna, sebbene complessa.
Riconoscere i segni clinici

I segni clinici dell'ipertiroidismo nel gatto sono determinati dagli effetti sistemici dell'eccesso di ormone tiroideo, che accelera il metabolismo di tutti gli apparati. I segni si sviluppano tipicamente in modo graduale nel corso di molti mesi e vengono facilmente confusi con il normale invecchiamento. I segni classici comprendono:
- Perdita di peso nonostante un appetito voracissimo o aumentato — questa combinazione è uno dei riscontri caratteristici e dovrebbe sempre indurre a indagare la funzione tiroidea in un gatto anziano
- Iperattività, irrequietezza, oppure un aspetto "più giovane" o più attivo di quanto atteso per l'età del gatto
- Vomito, spesso poco dopo il pasto
- Diarrea, a volte con aumento del volume fecale
- Aumento della sete e della produzione di urina (polidipsia e poliuria)
- Pelo di scarsa qualità e trascurato o maggiore perdita di pelo legata al grooming
- Vocalizzazioni, in particolare durante la notte
All'esame obiettivo il veterinario può rilevare una massa palpabile nel collo, che corrisponde al lobo o ai lobi tiroidei ingrossati. Le alterazioni cardiache sono estremamente comuni e clinicamente significative: l'eccesso di ormone tiroideo ha un effetto stimolante diretto sul cuore, che porta a tachicardia (frequenza cardiaca elevata, spesso superiore a 240 battiti al minuto), a un soffio cardiaco sistolico e, con il tempo, a cardiomiopatia ipertrofica — un ispessimento della parete muscolare cardiaca. Queste alterazioni cardiache possono essere pericolose per la vita se la condizione non viene trattata.
Il T4 come primo test diagnostico
Il test di prima linea in caso di sospetto ipertiroidismo è la misurazione del T4 totale su un campione di sangue. Nella maggior parte dei gatti ipertiroidei il T4 totale è chiaramente superiore all'intervallo di riferimento del laboratorio e, in questi casi, la diagnosi è essenzialmente confermata quando il quadro clinico è coerente.
Tuttavia, un risultato del T4 nella norma non esclude in modo affidabile l'ipertiroidismo nei gatti con segni clinici compatibili. Questa è una delle insidie diagnostiche più importanti dell'endocrinologia felina. I livelli di T4 totale nei gatti con ipertiroidismo possono fluttuare in modo significativo nel corso della giornata, rientrando temporaneamente nell'intervallo di normalità anche in animali realmente ipertiroidei. Un singolo campione di sangue prelevato nel momento sbagliato può quindi produrre un risultato falsamente rassicurante.
Inoltre, nei gatti con malattie concomitanti non tiroidee — come malattia renale cronica, malattia infiammatoria intestinale o neoplasie — i livelli di T4 possono essere soppressi da tali patologie, mascherando uno stato ipertiroideo sottostante. Questo fenomeno implica che, nei gatti con più patologie concomitanti, un T4 normale non offre la stessa rassicurazione che potrebbe dare in un animale per il resto sano.
T4 libero e test di conferma
Quando il T4 totale è normale ma il sospetto clinico resta elevato, la misurazione del T4 libero mediante dialisi all'equilibrio (fT4ed) è il passo successivo più utile. Il T4 libero rappresenta la frazione biologicamente attiva e non legata della tiroxina circolante. Poiché non è influenzato dalle anomalie del legame proteico e non viene soppresso così facilmente dalle malattie concomitanti, il T4 libero è più sensibile del T4 totale nel rilevare l'ipertiroidismo, sebbene sia anche leggermente meno specifico.
L'associazione di un T4 totale ai limiti superiori della norma e di un T4 libero elevato, in un gatto con sintomi compatibili, è fortemente indicativa di ipertiroidismo. Il T4 libero dovrebbe sempre essere interpretato insieme al T4 totale e ai segni clinici, e non isolatamente.
Ripetere la misurazione del T4 totale dopo due o quattro settimane in un gatto con sintomi lievi è un altro approccio ragionevole, poiché la natura fluttuante del T4 nelle fasi iniziali dell'ipertiroidismo rende più probabile che un campione successivo rilevi un valore elevato.
Scintigrafia tiroidea (scan tiroideo)

Nei casi complessi o ambigui, la scintigrafia tiroidea — una tecnica di imaging di medicina nucleare — fornisce le informazioni anatomiche e funzionali più dettagliate sulla ghiandola tiroidea. Una piccola quantità di tecnezio radioattivo (pertecnetato) viene somministrata per via endovenosa e captata dal tessuto tiroideo. Una gamma camera visualizza quindi la distribuzione della radioattività nel collo e nel torace.
La scintigrafia è particolarmente utile per:
- Confermare la presenza e la localizzazione di tessuto tiroideo anomalo
- Individuare tessuto tiroideo ectopico nel torace, che può causare ipertiroidismo persistente se viene trascurato durante la tiroidectomia chirurgica
- Distinguere la malattia unilaterale da quella bilaterale prima dell'intervento chirurgico
- Rilevare il carcinoma tiroideo sulla base di una distribuzione aberrante del tracciante
Le scintigrafie tiroidee sono disponibili solo presso centri di referenza specialistici, ma sono considerate il gold standard per la pianificazione pre-trattamento nei gatti in cui l'anatomia o l'estensione della malattia sono incerte.
Il ruolo complicante della malattia renale cronica concomitante
La malattia renale cronica (MRC) e l'ipertiroidismo coesistono frequentemente nei gatti anziani e la loro interazione crea uno degli scenari clinici più impegnativi della medicina felina. L'ipertiroidismo aumenta artificialmente la velocità di filtrazione glomerulare (GFR) — mascherando in sostanza una disfunzione renale sottostante, facendo sembrare che i reni funzionino meglio di quanto in realtà facciano. La creatinina nel sangue, un marcatore della funzione renale, può risultare normale o persino bassa in un gatto ipertiroideo con una MRC sottostante significativa.
Quando l'ipertiroidismo viene trattato e i livelli di ormone tiroideo diminuiscono, la GFR si riduce e il vero stato della funzione renale viene smascherato. In alcuni gatti il trattamento dell'ipertiroidismo rivela una MRC grave, prima nascosta. Per questo motivo si raccomanda, quando possibile, di provare prima una forma reversibile di trattamento dell'ipertiroidismo — come la gestione medica con metimazolo o carbimazolo. La funzione renale dovrebbe essere rivalutata dopo quattro-sei settimane di terapia, prima di optare per una soluzione permanente come la terapia con iodio radioattivo o la chirurgia.
I passi successivi dopo la diagnosi
Una volta confermato l'ipertiroidismo, le opzioni terapeutiche comprendono un farmaco orale quotidiano (metimazolo o carbimazolo), una dieta a basso contenuto di iodio su prescrizione, la tiroidectomia chirurgica o la terapia con iodio radioattivo. Ogni approccio ha vantaggi e limiti specifici e la scelta più adatta dipende dalle condizioni generali di salute del gatto, dalle circostanze del proprietario e dalla presenza o meno di malattie concomitanti. Un confronto con il vostro veterinario o con uno specialista veterinario in medicina interna aiuterà a individuare il percorso più appropriato per il vostro gatto.
