Cos'è la tigna nei gatti?
Nonostante il nome, la tigna non ha nulla a che fare con i vermi. È un'infezione fungina della pelle, dei peli e delle unghie causata da un gruppo di organismi noti come dermatofiti. Nei gatti, il colpevole più comune è il Microsporum canis, che rappresenta la stragrande maggioranza dei casi in tutta Europa. Il fungo colonizza gli strati esterni della pelle e i fusti dei peli, causando le lesioni caratteristiche che danno il nome a questa condizione.
La tigna è altamente contagiosa tra gli animali e dagli animali agli umani, il che la rende una preoccupazione significativa per le famiglie con bambini, anziani o persone con un sistema immunitario indebolito. Capire come identificare, diagnosticare e trattare la tigna è essenziale per qualsiasi proprietario di gatto, in particolare per coloro che vivono con più animali domestici o gatti appena adottati.
Segni di tigna nei gatti

I segni clinici della tigna nei gatti variano considerevolmente da un animale all'altro, il che può rendere la diagnosi difficile. Le presentazioni classiche includono aree circolari o irregolari di perdita di peli, spesso con un bordo squamoso o crostoso. La pelle sottostante può apparire arrossata, infiammata o ispessita. Le lesioni si presentano più comunemente sulla testa, le orecchie e gli arti anteriori, anche se possono diffondersi in tutto il corpo se non trattate.
Tuttavia, la tigna non sempre produce sintomi evidenti. Alcuni gatti, in particolare le razze a pelo lungo come i Persiani, possono essere portatori asintomatici. Questi animali ospitano il fungo sul loro mantello senza mostrare alcun cambiamento visibile della pelle, ma sono completamente capaci di trasmettere l'infezione ad altri animali e persone. Questo è uno dei motivi per cui la tigna può essere così difficile da eliminare nelle case con più gatti e nei rifugi per animali.
Nei casi lievi, i proprietari potrebbero notare solo una piccola area di peli spezzati o una lieve forfora. Nei casi più gravi, possono svilupparsi perdita di peli diffusa e desquamazione intensa. Il prurito è variabile; alcuni gatti si grattano frequentemente mentre altri sembrano non essere affetti.
Rischio zoonotico: proteggere la tua famiglia

La tigna è una delle condizioni zoonotiche più importanti trasmesse dai gatti agli umani. Il contatto diretto con un gatto infetto o con superfici contaminate, lettiere o attrezzi per la toelettatura è sufficiente per trasmettere il fungo. Negli umani, il segno classico è un'eruzione cutanea rossa, circolare e pruriginosa che si espande gradualmente verso l'esterno con un centro più chiaro.
I bambini sono particolarmente a rischio perché tendono a maneggiare gli animali domestici più da vicino e potrebbero essere meno coerenti con l'igiene personale. Gli individui immunocompromessi, inclusi coloro che si sottopongono a chemioterapia, vivono con l'HIV o assumono farmaci immunosoppressivi, possono sviluppare infezioni più gravi e diffuse. Se un membro della tua famiglia sviluppa un'eruzione cutanea sospetta mentre il tuo gatto viene indagato o trattato per la tigna, dovrebbe consultare un medico prontamente e menzionare la potenziale fonte animale.
La contaminazione ambientale gioca un ruolo significativo nella trasmissione. Le spore fungine da gatti infetti possono persistere su mobili, tappeti e arredamenti morbidi per mesi, sostenendo la reinfezione molto tempo dopo che il gatto stesso si è ripreso.
Tigna nei rifugi e negli ambienti con più gatti
I centri di soccorso e le case con più gatti rappresentano gli ambienti a più alto rischio per la trasmissione della tigna. I gatti appena arrivati di provenienza sconosciuta, in particolare i gattini sotto i dodici mesi di età, sono molto più suscettibili all'infezione. Lo stress, la malnutrizione e le malattie concomitanti compromettono tutti il sistema immunitario e aumentano la vulnerabilità.
I rifugi responsabili in Europa esaminano i gatti in arrivo per la dermatofitosi prima di mescolarli con la popolazione residente. I protocolli di quarantena, le colture di routine dello spazzolino da denti e il monitoraggio attento dei nuovi arrivi sono una pratica standard nelle strutture ben gestite. Se hai adottato un gatto da un rifugio o un'organizzazione di soccorso, rimani vigile per i cambiamenti della pelle nelle settimane successive all'adozione.
Diagnosi: lampada di Wood, coltura e PCR
Confermare una diagnosi di tigna richiede test di laboratorio, poiché i soli segni clinici non sono definitivi. Sono disponibili diversi strumenti diagnostici, ognuno con i suoi punti di forza e limitazioni.
La lampada di Wood, che emette luce ultravioletta, è spesso il primo test eseguito. Il Microsporum canis fluorisce di un caratteristico colore verde mela sotto la luce ultravioletta. Tuttavia, questo strumento ha una limitazione significativa: solo circa il 50 per cento dei ceppi fluoresce, il che significa che un risultato negativo non esclude l'infezione. I falsi positivi possono verificarsi anche a causa di trattamenti topici o di alcuni saponi.
La coltura fungina rimane lo standard d'oro per la diagnosi. I campioni di peli e squame vengono raccolti e posizionati su media di crescita specializzati, quindi incubati per un massimo di tre settimane. Questo metodo identifica in modo affidabile la specie causativa ma richiede pazienza a causa del tempo coinvolto.
Il test della reazione a catena della polimerasi (PCR) è sempre più disponibile attraverso laboratori veterinari in tutta Europa e offre risultati rapidi e altamente sensibili entro uno o due giorni. La PCR è particolarmente utile per lo screening dei gatti portatori asintomatici negli ambienti dei rifugi.
Trattamento: cosa aspettarsi
Il trattamento della tigna nei gatti richiede un approccio combinato di topici e sistemici, insieme a una rigorosa decontaminazione ambientale. Il trattamento è raramente un processo veloce; la maggior parte dei casi richiede settimane o mesi prima che il gatto ottenga due colture negative consecutive, che è il benchmark standard per la guarigione.
I bagni di zolfo e calce sono un trattamento topico altamente efficace ampiamente utilizzato in Europa. Il gatto viene immerso in una soluzione diluita ogni cinque o sette giorni. Sebbene efficace, lo zolfo e la calce hanno un odore forte e possono macchiare i tessuti, quindi occorre prestare attenzione durante l'applicazione. Le aree colpite possono anche essere trattate con creme antifungine o mousse tra i bagni.
