I Cani e i Gatti Hanno Sentimenti? Quello che la Neuroscienze Ci Dice Oggi
Per la maggior parte della storia umana, la vita emotiva degli animali domestici era data per scontata dalla gente comune o completamente respinta dagli scienziati. Cartesio ha famosamente descritto gli animali come macchine biologiche — automi sofisticati capaci di comportamento ma non di esperienza. Questa visione è rimasta negli studi biologici accademici molto più a lungo di quanto avrebbe dovuto. Oggi, la neuroscienze ha raggiunto ciò che i proprietari di animali domestici hanno sempre saputo: gli animali hanno ricche vite emotive, e le prove sono schiaccianti.
Di Julia Wrenfield, Ricercatrice e Autrice di Benessere Animale
La Cambridge Declaration on Consciousness
Il punto di svolta nella posizione della comunità scientifica sulla consapevolezza emotiva degli animali arrivò nel luglio 2012, quando un gruppo internazionale di neuroscienziati, neurofisiologi e scienziati cognitivi si riunì all'Università di Cambridge. Le loro conclusioni furono formalizzate nella Cambridge Declaration on Consciousness, un documento firmato alla presenza di Stephen Hawking.
La dichiarazione affermava inequivocabilmente che "gli animali non umani possiedono i substrati neurologici che generano coscienza." Includeva specificamente tutti i mammiferi, gli uccelli e molte altre creature, inclusi i polpi. Non era una posizione marginale — rappresentava il consenso dei ricercatori leader in più discipline. Come The Guardian ha riportato all'epoca, la dichiarazione ha segnato una fine formale alla neutralità scientifica sulla questione della consapevolezza negli animali.
Cosa Mostra l'Evidenza del Cervello
Il caso per le emozioni negli animali si basa su diverse linee convergenti di evidenza neurologica. In primo luogo, le strutture cerebrali subcorticali responsabili della generazione di stati emotivi negli esseri umani — l'amigdala, l'ipotalamo, l'ippocampo e i nuclei del tronco encefalico — sono evolutivamente antiche e presenti in tutti i mammiferi. Queste strutture non sono periferiche all'emozione; sono centrali ad essa.
Il neuroscienziato Jaak Panksepp, il cui lavoro decennale sulla neuroscienze affettive è tra i più importanti in questo campo, ha dimostrato che i sistemi emotivi primari si trovano in regioni cerebrali subcorticali condivise da tutti i mammiferi. La sua ricerca, documentata ampiamente nella letteratura peer-reviewed, ha identificato sette sistemi emotivi primari che ha chiamato SEEKING (Ricerca), RAGE (Rabbia), FEAR (Paura), LUST (Desiderio), CARE (Cura), PANIC/GRIEF (Panico/Dolore) e PLAY (Gioco) — tutti operanti attraverso circuiti cerebrali omologhi in topi, cani, gatti e esseri umani.
Crucialmente, Panksepp ha dimostrato che la stimolazione elettrica di queste regioni subcorticali negli animali produce gli stessi comportamenti emotivi e cascate neurochimiche osservate negli esseri umani che provano quelle emozioni. I circuiti della paura, quando stimolati, producono comportamenti di paura e rilascio di corticosteroidi. I circuiti del gioco, quando stimolati, producono comportamenti di avvicinamento e vocalizzazioni ultrasoniche che Panksepp ha interpretato come una forma di risata nei topi.
Emozioni vs. Sentimenti: Una Distinzione Importante
I neuroscienziati fanno una distinzione tra emozioni e sentimenti che qui è importante. Le emozioni sono stati funzionali — risposte fisiologiche e comportamentali agli stimoli che servono scopi adattativi. I sentimenti sono l'esperienza soggettiva e consapevole di quegli stati. Se gli animali hanno sentimenti nel senso filosofico completo rimane dibattuto. Ma le emozioni, come stati funzionali con substrati neurologici, non sono seriamente in dubbio scientifico.
Per scopi pratici — per i proprietari di cani e gatti, per i veterinari, per i ricercatori del benessere animale — la distinzione importa meno di quanto potrebbe sembrare. Che il tuo cane sia "consapevole" della sua paura nel senso filosofico, la risposta di paura è reale, avversiva e dannosa se cronica. L'imperativo pratico di minimizzare la sofferenza degli animali non dipende dalla risoluzione di questioni filosofiche sull'esperienza soggettiva.
Cosa Sentono Realmente gli Animali Domestici: L'Evidenza
La ricerca su emozioni specifiche negli animali domestici è accelerata drammaticamente. I cani sono stati mostrati provare stati funzionalmente analoghi alla gioia (aumento dell'attività dopaminergica durante il gioco e la riunione con i proprietari), paura (elevazione del cortisolo, eccitazione autonoma), dolore per il lutto (depressione comportamentale dopo la perdita di un compagno), gelosia (risposte competitive quando i proprietari mostrano affetto ad altri animali o persino cani di peluche) e ottimismo vs. pessimismo (i test di pregiudizio di giudizio rivelano differenze individuali stabili nella prospettiva emotiva).
Come Science Daily ha riferito sulla ricerca relativa alle emozioni negli animali, il test del "pregiudizio di giudizio" è diventato uno strumento chiave per valutare gli stati emotivi degli animali. Gli animali addestrati ad associare una posizione specifica a una ricompensa o a una punizione vengono poi presentati con una posizione ambigua. Gli animali in stati emotivi positivi si avvicinano allo stimolo ambiguo (pregiudizio ottimista); gli animali in stati negativi lo evitano (pregiudizio pessimista). Questo dà ai ricercatori una finestra sullo stato emotivo interno dell'animale che non si basa su interpretazioni antropomorfiche del comportamento.
La Neuroscienze del Legame tra Animali Domestici e Umani
Le emozioni che gli animali domestici provano verso i loro proprietari sono mediate dagli stessi sistemi neurochimici che governano il legame sociale umano. L'ossitocina — l'"ormone del legame" — è rilasciata sia nei cani che nei loro proprietari durante lo sguardo reciproco, le coccole e il gioco. Questo non è un legame metaforico; è lo stesso meccanismo neurochimico che lega le madri umane ai loro neonati.
La copertura del National Geographic sulla ricerca riguardante le emozioni negli animali enfatizza che il ciclo dell'ossitocina tra cani e umani è uno sviluppo co-evolutivo genuino. I cani che fissano lo sguardo sui loro proprietari più a lungo mostrano elevazioni di ossitocina più elevate, e i proprietari che ricambiano lo sguardo mostrano elevazione di ossitocina in risposta — un ciclo di retroazione positiva che
